Se non siete costretti, non leggete questa lezione.. è noiosissima!
Definizione di scorta: accumulo di materiali che non riguarda attrezzature, macchinari, veicoli ecc.
Nel percorso fatto dalle scorte nella catena logistica, possiamo individuare tre categorie:
- Scorte in transito
- Scorte nei depositi
- Scorte in smistamento
1. SCORTE IN TRANSITO
Sono semplicemente tutte le scorte presenti all'interno dei mezzi di trasporto. E' più interessante, invece, definire il loro valore medio:
ST= Fx LT
Con F il flusso medio, espresso in metri cubi all'ora e LT la durata del viaggio. Per capire questa relazione che sembra molto a caso, basta far riferimento al Teorema di Little. Questo, applicato ad un altro contesto, ci dice che il numero medio di clienti dentro un sistema è pari a quanti ne entrano dentro (tasso di clienti ogni tot unità di tempo) per il tempo che effettivamente passano dentro il sistema. Qui è la stessa cosa: diciamo che il valore delle scorte (espresso in metri cubi) è dato dal prodotto tra la quantità di scorte in ingresso per il tempo che quelle scorte trascorreranno su dei camion nel tragitto di percorrenza.
Esempio 1:
viaggio : 8 ore ,
frequenza : ogni 5 gg lav
valore del carico : 10 milioni €
frequenza : ogni 5 gg lav
valore del carico : 10 milioni €
1gg=8h e 1settimana=5gg
F=10/5=2 milioni al giorno; T=1gg dunque ST=2milioni
Esempio 2:
viaggio : 10 giorni,
frequenza : ogni 6 sett
valore del carico : 1,2 milioni €
frequenza : ogni 6 sett
valore del carico : 1,2 milioni €
1gg=8h e 1settimana=5gg
F=1,2/30=0,04milioni al giorno; T=10gg dunque ST=0,4milioni
Dal punto di vista pratico, invece di prendere i metri cubi all'ora, prendete il valore in euro di quei metri cubi fratto un'unità temporale a piacere; questa quantità verrà moltiplicata per la durata del viaggio espressa secondo la stessa unità temporale.
Due osservazioni:
1. Sapete cos'è il Cash-to-cash Cycle? E' semplicemente il tempo che intercorre da quando paghiamo i fornitori di materie prime (che non coincide con quando ci arrivano le materie prime, soprattutto in Italia) e il momento in cui i clienti ci pagano (che anche questo spesso non coincide con quando vendiamo effettivamente il prodotto).
2. Delle scorte in smistamento ce ne freghiamo in questa lezione.
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2. SCORTE NEI DEPOSITI
- Scorte di ciclo
- Scorte di sicurezza
- Scorte speculative
- Scorte morte
- Scorte strategiche
2.1) SCORTE DI CICLO
Sono le scorte medie che risiedono nei magazzini al fine di riuscire sempre a soddisfare la domanda del cliente. Si dice in termini formali che sono il polmone di disaccoppiamento tra la fase di alimentazione e quella di prelievo. Per esempio, ipotizzando che la mia domanda giornaliera sia di 500 unità e che il consumo nella giornata sia lineare:
- posso rifornire un magazzino ogni giorno con 500 unità (mediamente nel nostro magazzino ne troveremo 250);
- posso rifornire un magazzino una volta a settimana con 3500 unità per soddisfare la domanda di 500 unità per ognuno dei 7 giorni della settimana; otterremo 1750 scorte di media, che sono appunto le nostre SC (scorte di ciclo).
2.2) SCORTE DI SICUREZZA
Le scorte di sicurezza servono a far fronte alla variabilità:
- della domanda: i clienti possono chiedere più prodotti di quelli ipotizzati;
- del lead time di approvvigionamento: se ci metto più tempo a consegnare i prodotti, uso le SS per soddisfare la domanda dei clienti.
2.3) SCORTE SPECULATIVE
Sono quelle scorte che si comprano per convenienza economica; per esempio, posso comprare più materiali di quelli che mi servono perché dopo una certa quantità mi viene applicato uno sconto extra; oppure, se, a causa dell'inflazione, si stima un aumento significativo dei prezzi e preferisco acquistare più materiale del necessario.
2.4) SCORTE STRATEGICHE
Sono scorte che si hanno in relazione ai prodotti critici per l'azienda. Per esempio, un materiale di un prodotto è difficile da reperire per la lontananza dei fornitori: ne acquisto un lotto maggiore per evitare altre spedizioni di lunga distanza.
2.5) SCORTE MORTE
Scorte di prodotti che hanno perso totalmente o quasi il proprio valore di mercato. A volte si tengono a magazzino fin che si può a causa degli eccessivi costi di smaltimento.
COSTI DI MANTENIMENTO A SCORTA:
- Costi di stoccaggio (occupazione spazio, assicurazione della merce, gestione)
- Oneri finanziari sul capitale immobilizzato
- Deprezzamento della merce
- Obsolescenza della merce
COSTI SOMMERSI: le scorte possono nascondere inefficienze tecniche, organizzative e gestionali (errori umani che portano a dei costi);
COSTI DI STOCK OUT: tutti quei prodotti non disponibili per il cliente nel momento dell’ordine; l’entità della perdita si determina a seconda di come reagisce il cliente (se decide di aspettare, annulla l’ordine, va da un concorrente ecc)
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COSTO DELLE SCORTE
- Costi di stoccaggio (occupazione spazio, assicurazione della merce, gestione)
- Oneri finanziari sul capitale immobilizzato
- Deprezzamento della merce
- Obsolescenza della merce
COSTI SOMMERSI: le scorte possono nascondere inefficienze tecniche, organizzative e gestionali (errori umani che portano a dei costi);
COSTI DI STOCK OUT: tutti quei prodotti non disponibili per il cliente nel momento dell’ordine; l’entità della perdita si determina a seconda di come reagisce il cliente (se decide di aspettare, annulla l’ordine, va da un concorrente ecc)
A seconda della situazione
aziendale, esiste un onere finanziario associato:
- L’azienda ha una sola fonte d’investimento e non la può cambiare: il costo associato è il costo opportunità, ovvero il tasso di redditività che avrei potuto avere se avessi accesso alla fonte d’investimento migliore presente sul mercato;
- Esistono fonti di finanziamento esterne: ad esse è associato un costo di finanziamento (tasso d’interesse);
- Ho liquidità a sufficienza per autofinanziarmi: ci sono dei tassi passivi imposti sulle disponibilità liquide.
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