domenica 8 maggio 2016

Articolo 2: Gestione delle scorte - Parte generale


Se non siete costretti, non leggete questa lezione.. è noiosissima!


Definizione di scorta: accumulo di materiali che non riguarda attrezzature, macchinari, veicoli ecc.
Nel percorso fatto dalle scorte nella catena logistica, possiamo individuare tre categorie:

  1. Scorte in transito
  2. Scorte nei depositi 
  3. Scorte in smistamento

1. SCORTE IN TRANSITO
Sono semplicemente tutte le scorte presenti all'interno dei mezzi di trasporto. E' più interessante, invece, definire il loro valore medio:
ST= Fx LT


Con F il flusso medio, espresso in metri cubi all'ora e LT la durata del viaggio. Per capire questa relazione che sembra molto a caso, basta far riferimento al Teorema di Little. Questo, applicato ad un altro contesto, ci dice che il numero medio di clienti dentro un sistema è pari a quanti ne entrano dentro (tasso di clienti ogni tot unità di tempo) per il tempo che effettivamente passano dentro il sistema. Qui è la stessa cosa: diciamo che il valore delle scorte (espresso in metri cubi) è dato dal prodotto tra la quantità di scorte in ingresso per il tempo che quelle scorte trascorreranno su dei camion nel tragitto di percorrenza.

Esempio 1:

viaggio : 8 ore , 
frequenza : ogni 5 gg lav 
valore del carico : 10 milioni € 

1gg=8h e 1settimana=5gg
F=10/5=2 milioni al giorno; T=1gg dunque ST=2milioni

Esempio 2:

viaggio : 10 giorni, 
frequenza : ogni 6 sett 
valore del carico : 1,2 milioni € 
1gg=8h e 1settimana=5gg
F=1,2/30=0,04milioni al giorno; T=10gg dunque ST=0,4milioni

Dal punto di vista pratico, invece di prendere i metri cubi all'ora, prendete il valore in euro di quei metri cubi fratto un'unità temporale a piacere; questa quantità verrà moltiplicata per la durata del viaggio espressa secondo la stessa unità temporale.



Due osservazioni:
1. Sapete cos'è il Cash-to-cash Cycle? E' semplicemente il tempo che intercorre da quando paghiamo i fornitori di materie prime (che non coincide con quando ci arrivano le materie prime, soprattutto in Italia) e il momento in cui i clienti ci pagano (che anche questo spesso non coincide con quando vendiamo effettivamente il prodotto).
2. Delle scorte in smistamento ce ne freghiamo in questa lezione.
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2. SCORTE NEI DEPOSITI

Queste sono più problematiche. Ce ne sono di cinque tipi:

  • Scorte di ciclo
  • Scorte di sicurezza
  • Scorte speculative
  • Scorte morte
  • Scorte strategiche
2.1) SCORTE DI CICLO
Sono le scorte medie che risiedono nei magazzini al fine di riuscire sempre a soddisfare la domanda del cliente. Si dice in termini formali che sono il polmone di disaccoppiamento tra la fase di alimentazione e quella di prelievo. Per esempio, ipotizzando che la mia domanda giornaliera sia di 500 unità e che il consumo nella giornata sia lineare:
- posso rifornire un magazzino ogni giorno con 500 unità (mediamente nel nostro magazzino ne troveremo 250);
- posso rifornire un magazzino una volta a settimana con 3500 unità per soddisfare la domanda di 500 unità per ognuno dei 7 giorni della settimana; otterremo 1750 scorte di media, che sono appunto le nostre SC (scorte di ciclo).

2.2) SCORTE DI SICUREZZA
Le scorte di sicurezza servono a far fronte alla variabilità:
- della domanda: i clienti possono chiedere più prodotti di quelli ipotizzati;
- del lead time di approvvigionamento: se ci metto più tempo a consegnare i prodotti, uso le SS per soddisfare la domanda dei clienti.

2.3) SCORTE SPECULATIVE
Sono quelle scorte che si comprano per convenienza economica; per esempio, posso comprare più materiali di quelli che mi servono perché dopo una certa quantità mi viene applicato uno sconto extra; oppure, se, a causa dell'inflazione, si stima un aumento significativo dei prezzi e preferisco acquistare più materiale del necessario.

2.4) SCORTE STRATEGICHE
Sono scorte che si hanno in relazione ai prodotti critici per l'azienda. Per esempio, un materiale di un prodotto è difficile da reperire per la lontananza dei fornitori: ne acquisto un lotto maggiore per evitare altre spedizioni di lunga distanza.

2.5) SCORTE MORTE
Scorte di prodotti che hanno perso totalmente o quasi il proprio valore di mercato. A volte si tengono a magazzino fin che si può a causa degli eccessivi costi di smaltimento.

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COSTO DELLE SCORTE

COSTI DI MANTENIMENTO A SCORTA: 
-       Costi di stoccaggio (occupazione spazio, assicurazione della merce, gestione)
-       Oneri finanziari sul capitale immobilizzato
-       Deprezzamento della merce
-       Obsolescenza della merce
COSTI SOMMERSI: le scorte possono nascondere inefficienze tecniche, organizzative e gestionali (errori umani che portano a dei costi);
COSTI DI STOCK OUT: tutti quei prodotti non disponibili per il cliente nel momento dell’ordine; l’entità della perdita si determina a seconda di come reagisce il cliente (se decide di aspettare, annulla l’ordine, va da un concorrente ecc)


A seconda della situazione aziendale, esiste un onere finanziario associato:
  • L’azienda ha una sola fonte d’investimento e non la può cambiare: il costo associato è il costo opportunità, ovvero il tasso di redditività che avrei potuto avere se avessi accesso alla fonte d’investimento migliore presente sul mercato;
  • Esistono fonti di finanziamento esterne: ad esse è associato un costo di finanziamento (tasso d’interesse);
  • Ho liquidità a sufficienza per autofinanziarmi: ci sono dei tassi passivi imposti sulle disponibilità liquide.

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